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Lidia Menapace

 

Nasce a Novara, il 3 aprile 1924. Giovanissima, prende parte alla Resistenza come staffetta partigiana e nel dopoguerra è impegnata nei movimenti cattolici, in particolare nella Fuci. Si laurea presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Assieme a Waltraud Gebert Deeg, è la prima donna eletta nel consiglio provinciale di Bolzano nel 1964 e, in quella stessa legislatura, anche la prima donna ad entrare nella giunta provinciale come assessore alla Sanità.

All'inizio degli anni Sessanta inizia ad insegnare presso l'Università Cattolica con l'incarico di Lettrice di Lingua italiana e metodologia degli studi letterari fino al 1968, quando, a seguito della pubblicazione di un documento intitolato “Per una scelta marxista”, non le viene rinnovato l'incarico di Lettrice. Nel 1968 esce dalla Democrazia cristiana, della quale, ormai, non condivide più la linea politica. Simpatizza per il Partito comunista italiano, ma nel 1969 è tra i fondatori del primo nucleo de «il manifesto». Nel 1973 è tra le promotrici del movimento Cristiani per il Socialismo. Nei primi anni Ottanta è consigliere a Roma nelle liste del Partito democratico di unità proletaria.