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Aristide Marchetti 

Nato a Laveno-Mombello nel 1920 e morto a Roma nel 1994, è stato un partigiano, politico e antifascista italiano. Agli inizi del 1944 lascia Laveno trasferendosi a Varzo ed entra nella Resistenza italiana, diventando uno dei più arditi partigiani prima con la Divisione Valtoce delle Fiamme Verdi e poi con la formazione autonoma (di prevalente ispirazione cattolica) di Alfredo Di Dio, “Marco”. Come ufficiale e commissario politico della Divisione Valtoce ha vissuto in prima persona la esaltante e sfortunata pagina della costituzione della Libera Repubblica dell’Ossola, divenendo una delle figure più prestigiose del mondo partigiano cattolico. Col nome di battaglia Iris, partecipa alla liberazione dell'Ossola, autoproclamandosi Repubblica in anticipo rispetto alla Liberazione nazionale.

Caduta la Repubblica ossolana e sciolta la Giunta di Governo è costretto, come centinaia di altri partigiani, a riparare in Svizzera dove viene accolto nel campo di internamento per militari di Murren, nell'Oberland bernese. Ricopre ruoli importanti nella Democrazia cristiana. Nel 1953 partecipa alla fondazione della corrente di Base. Il 1° novembre 1953 fonda e dirige il quindicinale «La Base» e il 5 dicembre 1954 fonda e dirige la rivista «Prospettive».

La battaglia di «Prospettive», pur durando solo nove mesi, offre una più estesa presenza nel partito e incoraggia il dialogo con altre forze laiche e di sinistra. La linea politica del giornale fu giudicata dall'allora segretario della Dc, Amintore Fanfani, in contrasto con gli orientamenti del partito. L'esperienza finisce, traumaticamente, con la espulsione di Marchetti dalla Dc, senza alcuna istruttoria (Ezio Vanoni, con un appassionato intervento, difende in Consiglio Nazionale Marchetti, che sarà poi riammesso anni dopo ed eletto senatore).

È stato sindaco di Laveno Mombello e Presidente della Provincia di Varese, riuscendo a portare ad Ispra il Centro comunitario di ricerca dell’Euratom e a realizzare, a Varese, la prima scuola europea. È stato anche parlamentare e senatore.
È riconfermato consigliere comunale nelle elezioni comunali del 1956, del 1960 e del 1964; nel 1968 si dimette essendo stato eletto deputato nella V legislatura per la Democrazia Cristiana. È confermato alle elezioni politiche del 1972 e dal 1976 al 1983 ricopre il ruolo di senatore della Repubblica.

Muore il 9 dicembre 1994 a Roma.