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Vladimiro Dorigo

Nasce a Venezia, il 26 giugno 1927. Molto giovane entra nelle brigate SAP cittadine di Venezia, un movimento partigiano attivo tra il 1943 e il 1945. Durante il periodo della Resistenza aderisce alla Democrazia Cristiana.

Dopo la guerra, negli gli anni della formazione universitaria, Dorigo porta avanti, parallelamente, il suo impegno come credente nell'associazionismo ecclesiale. Come dirigente dell'Azione Cattolica, è impegnato a livello nazionale, presso la Presidenza nazionale della Gioventù Italiana di Azione Cattolica (GIAC) a Roma, come caporedattore del periodico «Gioventù», giornale ufficiale dei giovani dell'Azione Cattolica. Nel 1954, da poco laureatosi presso l'Università degli Studi di Padova, insieme all'intera presidenza della GIAC, si dimette dall'incarico, in aperta polemica con il Vaticano per le dimissioni forzate del presidente nazionale del ramo giovanile, Mario Vittorio Rossi, accusato di pericolose tendenze dottrinali, per l'opposizione del gruppo dirigente nazionale della GIAC al tentativo di alleanza della Dc col Movimento Sociale Italiano per le elezioni comunali di Roma.

Dopo l'esperienza romana, torna a Venezia e si impegna politicamente nelle file della sinistra Dc veneziana di Base, dove dirige il settimanale ufficiale del partito, «Il Popolo Veneto», la cui linea è in conflitto con la quella ufficiale di Amintore Fanfani. Il motivo principale del dissenso è il tentativo di dialogo politico e sociale tra forze cattoliche e forze socialiste, osteggiato dalla Santa Sede.

Nel 1956 si presenta con successo alle elezioni amministrative veneziane nelle liste della Dc e diviene Assessore all'Urbanistica di una giunta appoggiata dal Partito socialista.

Dorigo, minacciato di scomunica dalla Curia veneziana, si dimette nel febbraio 1958 dalla direzione del giornale e, successivamente, da tutte le cariche di partito e dall'incarico di assessore. Nell'aprile 1958 fonda il mensile «Questitalia. Bozze di politica e di cultura», che sarà pubblicata sino al 1970. Prosegue l'attività politica come consigliere comunale, poi come consigliere regionale indipendente nelle file del Partito comunista italiano.

Muore a Venezia, il 1° luglio 2006.